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Certo che dopo aver tradotto “e-book” in un italianissimo “libro elettronico” già la questione appare più complessa di quanto in realtà non sia, ma è lettricescontato: in Italia tutto ciò che è segno di innovazione tecnologica viene preso con le pinze e guardato da debita distanza. E pensare che, invece, sarebbe tanto più semplice “provare”...

Così come non esistono solo il fascismo e il comunismo, il bianco e il nero, così usare il “libro elettronico” non implica l'abbandono del libro cartaceo.

Si può alternativamente usare l'uno o/e l'altro, a seconda di quanto ci necessita: questo significa essere intelligenti e razionali. Invece noi, nel Bel Paese, ci facciamo prendere dall'emotività, creiamo un bel cortocircuito tra commozione e pregiudizi e … amen! Così sta andando anche con gli e-book (permettetemi di usare il più “leggero” termine USA): si sono creati gli opposti “partiti” dei Pro e dei Contro, ognuno arroccatissimo sulla propria roccaforte...e invece di operarsi sulla via della conoscenza e diffusione della lettura, essi hanno iniziato questa nuova guerra tra poveri.

lettrice-babyPerché l'ho definita “guerra tra poveri”? Perché grazie all'educazione, all'ignoranza imposta per secoli da nostra madre chiesa c'è, in Italia, una scarsissima abitudine alla lettura, e nel nostro Paese i lettori sono, quindi, una rarissima specie di mosche bianche. Farsi la guerra, dunque, tra lettori è l'ultima delle idiozie che poteva venirci in mente. Ma andiamo con ordine...

 

LE COLPE 
In Italia i lettori sono davvero una parte esigua della popolazione adulta, e di questa situazione il merito va spartito senz'altro in parti uguali tra chiesa di Roma e Istituzioni repubblicane. La prima per secoli, temendo eresie e interpretazioni individuali, “sconsigliava” (sino ad arrivare a condannare) la lettura della Bibbia ai suoi fedeli; il libro dei libri, infatti, era meglio lasciarlo nelle mani dei sacerdoti che lo leggevano nelle parti propedeutiche e ne davano la giusta interpretazione. Visto che in altri Paesi, proprio la Bibbia era il libro più stampato (la famosa Bibbia di Gutemberg, che fu il primo testo ad essere passato al torchio), forse da noi si sarebbe dovuto osare di più! E poi il torto delle Istituzioni che arcaiche e barbose, conservatrici e arenate nel passato (spesso oscuro e classista), non hanno saputo veicolare attraverso la scuola questo meraviglioso mezzo di conoscenza e crescita.

Altre colpe si possono attribuire al carattere italiano, che oltre a tanti meriti e pregi, pecca un po' di superficialità: dobbiamo ammetterlo, e cercare semmai di migliorarci. Noi siamo sì molto creativi, ma anche molto alla Paganini: una toccata e fuga per noi va benissimo. A quale Italiano verrebbe in mente di scrivere cose tipo Prolegomeni ad ogni futura metafisica? Qualcosina aveva tentato Benedetto Croce, ma solo per beccarsi la canzonatura dei suoi contemporanei: “Benedetto per lui ma Croce per gli altri”.

E in ultimo (anche se in questi decenni, non proprio “l'ultimo”!) c'è da aggiungere il contributo del Konsumismo. Generato ad arte dai nostri capitalisti di segnale readerprovincia, il Konsumismo in Italia ha deciso di incrementare nelle persone l'acquisto dell'effimero, del bene mordi-e-fuggi, che oggi lo compri e domani lo butti. Perché o non funziona più o Perché ne è uscito uno più nuovo e più trendy... Così fenomeni come la diffusione dei cellulari, da noi hanno assunto caratteristiche mostruose. Secondo una recente indagine statistica, ne possediamo “circa” 1 e ½ a testa, compresi neonati e ultracentenari. Seguendo la stessa metodica, per la quale si contendono la palma del merito Berlusconi con Mediaset e Murdoch con Sky, abbiamo non so più quanti televisori in ogni casa (spesso in numero maggiore agli abitanti della stessa) allo scopo di non perdere neppure un calcio d'angolo del San Vinigulfo sul Po nel percorso dalla camera da letto al bagno!

 

 

I LIBRI 
Circa trent'anni fa, un medico al di sopra di ogni sospetto o accusa di classismo, mi fece notare un'amara verità: «se vai nelle case dei contadini francesi, vedi che nel salotto è ospitata una ricca biblioteca; se vai in una corrispondente casa di contadini dell'Oltrepò Pavese trovi, INVECE, uno splendido televisore da 32 pollici (al tempo i 3D non li avevano ancora inventati...)!» Ahimè! Il poverino aveva ragione... I libri nelle nostre case entrano con grande difficoltà, lasciando così spazio, oltre che all'ignoranza, alla mistificazione, alla strumentalizzazione, al sentito dire, alle dittature e ai soprusi. Se non si conosce è più facile subire: è lapalissiano! I libri, da noi, vengono venduti per fare scena o sotto Natale - visto che nessuno tra i coinvolti sa quanto costano e fanno comunque bella figura -. Per fare scena nei salotti sono acquistati a piene mani da architetti d'interni e arredatori, che a seconda del cromatismo necessario prediligono l'intera collana Einaudi – il bianco è sempre elegante - o quella – di quel blue così signorile – dei Meridiani. Come regalo di Natale poi sono fantastici: il proprio obolo lo si versa, ci si vanta e bookanche di fare un regalo culturale, il costo è contenuto (anche se è un riciclo intonso chi vuoi che se ne accorge) e poi permette a donatore e a ricevente di simulare uno scambio di conversazione alta per qualche istante, giusto il tempo di aprire il pacchetto e aprire la prima pagina... «E' un autore che all'estero...» «Ne ho sentito parlare da un mio cugino canadese...» «Ma è francese!» «Appunto... in Canada sono bilingue!» «Ma sono di più i francofoni o gli anglofoni?» «Non saprei...» «E hanno risentito della crisi come negli States?» E via così, il regalo è dato e la conversazione avviata...

 

 

LA RIVOLUZIONE 
A questo punto non aspettatevi una perorazione sul valore di libri e lettura, non è compito mio né oggi né mai; al massimo posso invitarvi a provarci (evitando, magari, Grazia Deledda o Ippolito Nievo, ai quali potrete tornare quando sarete più allenati...) chiedendo a un amico che già pratica la lettura (i librai veri, cui chiedere consiglio, sono ormai una specie in estinzione, e i più mentre vi perorano la causa di un volume ne leggono i contenuti al momento di presentarvelo sulla bandella preparata dall'editore) o al caso, che spesso è fondamentale a questo proposito.

Quello su cui voglio attirare la vostra attenzione è solo il tema e--book. Per calmare i sostenitori del libro-cartaceo-o-niente, voglio premettere che o elettronico o cartaceo, stiamo comunque solo parlando di un supporto, che il vero protagonista è il leggere, è quello che un autore ha pensato-scritto-e-quindi-trasmesso al resto del mondo.

Quando ho iniziato a leggere il mio primo libro elettronico, ad esempio, ho io provato una stranissima sensazione: smaterializzante...Haruki Murakami (scrittore giapponese contemporaneo) aveva scritto e il suo atto di creatività aveva attraversato mari e continenti per arrivare, attraverso questo astratto etere, tra le mie mani. Così i caratteri che mi apparivano sullo schermo del mio e-reader (l'apparecchio elettronico per leggere gli e-book) hanno assunto una sembianza mistica, e la lettura del racconto di Murakami - senza più il sostegno cartaceo di un libro tradizionale – un carattere evanescente e incorporeo. Girando tra le pagine dell'e-book, con una semplice pressione del dito pollice, ho avuto fortissima l'impressione che i vocaboli tornassero alla loro primogenitura, cioè allo stato nel quale erano nati: la mente dello scrittore giapponese, e che da là magicamente si trasmettessero alla mia mente... Non sorridete, non ironizzate a sproposito!book11

Sono una lettrice (e possiedo anche, con grande aggravio nei traslochi) di migliaia di libri cartacei, ma devo confessarvi che parte delle mie emozioni di lettrice le ho vissute quando qualcun altro mi ha letto o citato passi di libri. Un esempio per tutti le “performances” delle Persone libro; se vi è capitato di ascoltarle – hanno girato molta parte del nostro Paese – capite cosa intendo: quell'entrare immediatamente in comunicazione con il testo, lasciarsi rapire e coinvolgere, e godere... Eppure in quel caso il supporto (il libro) non esiste neppure più, se non nella memoria della Persona-libro che per voi sta “dicendo” il testo scelto.

E allora? Allora basta! Basta con le polemiche e le guerre tra poveri e cominciamo a scoprire il valore e l'importanza della rivoluzione e-book...

Ieri, ho visto su Youtube un vecchio filmato (è dell'ottobre 2009) di Beppe Grillo, nel quale l'attore/engagé, descrive l'utilitàdell'e-book.

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Guardatelo e cominciate (se già non lo avete fatto), a informarvi a riguardo, a scuriosare intorno all'e-book.  Quello che io mi aspetto è un radicale cambiamento della veicolazione e della diffusione della lettura e quindi della comunicazione; immagino questi pensieri partoriti in ogni dove (tramutati in eterei BIT) viaggiare leggeri e entrare in contatto con chiunque, senza più le odiose censure di Stati ed editori. Certo dovremo crescere nelle nostre capacità di giudizio, imparare a distinguere una “bufala” da un'opera di creatività, ma saremo liberi di farlo...noi!

 

Sino ad oggi certi Editori si sono permessi di rifilarci autentiche “mondezze” (culturali e intellettuali) in nome della loro divina provvidenza; fino a ieri erano loro (o la pessima stirpe dei cosiddetti Editor) a scegliere per noi: “questa canta bene... facciamole scrivere un libro, questo tira degli assist spettacolari, ergo, sarà l'autore di un vendutissimo libro!” e così via... Per non parlare di traduzioni e distribuzioni... “Questo lo stampiamo, ma poi è inutile distribuirlo, non lo leggerà nessuno, lo lasciamo in magazzino. Questo libro, invece, è un successo in Francia, ma da noi potremmo avere guai con il Vaticano, chi ce lo fa fare di tradurlo e avere rogne?!” e così via...

Immaginate, invece, di poter leggere tutto ciò che le persone, liberamente, decidono di scrivere e pubblicare online... Senza censure o editing di altri; Manzoni, Leopardi e... certo non passavano sotto il giudizio di un editor, erano loro, da soli, ad editare se stessi e ad offrire il prodotto del loro lavoro al lettore, senza l'intervento di terzi. Oppure di scegliere la vostra lettura su un catalogo online e in un batter d'occhio scaricarlo dal Web e iniziare a leggerlo. Ma siete solo all'inizio, ora...

Immaginate di portarvi tutta la vostra biblioteca appresso nello spazio fisico di un solo libro (il peso e l'ingombro di un solo tascabile all'incirca, forse qualcosina meno!), con una riserva di energia di circa un mese, con la possibilità di avere subito la definizione di un vocabolo di cui non ricordate il significato e quella di sottolineare passi per voi significativi e di condividerli con i vostri amici, immaginate la possibilità di aver voglia di leggere un libro della dottoressa Simpatia Chissacchì, stampato nel lontano 1832, e di non avere né tempo né voglia di cercarlo e consultarlo in Biblioteche lontane e affette da burocrazie insormontabili, immaginate di voler leggere un libro esaurito e mai più ristampato...

Immaginate, e sarà ancora poco rispetto a quello che la rivoluzione e-book vi permetterà di fare. Grazie all'invenzione del Cloud (le “nuvole” che in Internet vi permettono di avere dei box virtuali nei quali stipare documenti, foto, file di ogni genere) potete condividere l'e-book appena finito con il vostro amico di Bordighera, e discuterne con lui subito, senza timore che “quel libro prestato” non vi torni mai a casa! Immaginate, in ultimo ma non per ultimo, quanto la lettura diventerà a potata di ogni tasca, anche la piùlibreria esigua, come leggere sarà per sempre un piacere a portata di tutti, e come il sapere potrà diffondersi, come.. ... una marea, una marea montante e dilangante...

Immaginate e non avrete ancora immaginato abbastanza. QUINDI... Quindi, armatevi e partite!
Cosa aspettate?
Non c'è più niente da aspettare...
All'estero, oltre i confini del nostro Bel Paese, questa splendida, e non-violenta rivoluzione è già iniziata da tempo.

E noi?
Noi Italiani?
Noi che siamo così scevri da frequentazioni rivoluzionarie, noi sapremo partecipare almeno a questa?
Me lo auguro, sia per la qualità del nostro futuro sia per la salvezza del nostro patrimonio culturale e storico, se ancora qualcosa ne resta...
Il lettore di e-reader più economico costa circa 100 euro, ma se ne trovano anche a meno, e sulla Rete esistono migliaia di librerie elettroniche che vi permettono di “scaricare” gratis centinaia di volumi, anche in italiano.

Cosa aspettate?
Siete ancora lì a tergiversare e a ponderare su costi e benefici, sull'abitudine alla carta (che – per inciso – prende vita dalla distruzione di splendide foreste)?
Sco-noc-chia-te-vi...

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L'e-book non morde, ve l'assicuro... Non costringe nè soffoca, anzi direi che libera la fantasia e amplifica la comunicazione tra "umani".

Provateci e poi mi ringrazierete, potrete farlo scrivendomi un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   

Buone scoperte e, naturalmente, buon 2012 all'insegna dell'e-book!  
Flaminia P. Mancinelli

babylettore

 

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